18 Dicembre 2013, ore 11:50

Pubblico impiego

Collocamento a riposo e trattenimento in servizio oltre il 65° anno

La Corte di Cassazione interviene in tema di trattenimento in servizio oltre il 65° anno del dipendente pubblico, evidenziando l'irretroattività dell’art. 72

del dl n. 112/2008.

di Francesco Buffa - Magistrato presso la Corte di Cassazione

La sentenza in epigrafe precisa l’ambito di operatività dell’art. 72 co. 7 ss. del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito nella legge 6 agosto 2008, n.

133, in tema di trattenimento in servizio oltre il 65° anno del dipendente.

La sentenza riconosce che la norma attribuisce la facoltà all’amministrazione, da esercitarsi in base alle proprie esigenze organizzative e funzionali, di accogliere

la domanda di trattenimento in servizio in relazione alla particolare esperienza professionale acquisita dal richiedente in determinati o specifici ambiti, il tutto

in funzione dell'efficiente andamento dei servizi.

La disposizione prevede peraltro che la domanda di trattenimento va presentata all'amministrazione di appartenenza dai ventiquattro ai dodici mesi

precedenti il compimento del limite di età per il collocamento a riposo previsto dal proprio ordinamento.

Secondo la Corte, tuttavia, a fronte di trattenimenti in servizio già autorizzati ed in essere alla data di entrata in vigore del decreto legge, o disposti con

riferimento alle domande di trattenimento presentate nei sei mesi successivi alla sua data di entrata in vigore, è prevista dalla legge la loro salvezza.

L’irretroattività della disposizione affermata dalla Corte ha del resto fondamento nell’esigenza di tutela dell’affidamento riposto dal lavoratore

sull'adempimento contrattuale cui si era impegnata la parte datoriale pubblica con l'emanazione del provvedimento amministrativo di accoglimento dell'istanza

di trattenimento in servizio e con la susseguente sottoscrizione del contratto, affidamento che finirebbe per essere leso altrimenti dalla risoluzione

unilateralmente adottata dalla pubblica amministrazione.

In materia si ricorda peraltro l’importante sentenza Cass. Sez. L, Sentenza n. 25655 del 04/12/2006, secondo cui, in tema di facoltà di trattenimento al lavoro

per gli impiegati che, al raggiungimento del limite di età per il collocamento a riposo, non abbiano ancora compiuto il numero di anni di servizio prescritto per

il diritto a pensione, la Corte costituzionale, con decisione n. 282 del 1991, non ha cancellato dall'ordinamento la disposizione dell'art. 4 primo comma, del

d.P.R. n.1092 del 1973, che dispone la cessazione dal servizio per gli impiegati al compimento del sessantacinquesimo anno di età, ma ne ha limitato il contenuto

precettivo entro limiti precisi, come risulta dalla parte motiva della sentenza, nel senso che la deroga, e quindi la facoltà di prosecuzione del rapporto di lavoro,

è ammessa "soltanto per il tempo strettamente necessario al raggiungimento dell'anzianità minima per il diritto a pensione" (v., anche, Corte cost.n. 238 del

1988).

Conseguentemente, non è data la facoltà di prosecuzione del rapporto di lavoro oltre i sessantacinque anni, allo scopo di incrementare l'anzianità di servizio,

giacché si tratta di bilanciare, come rilevato dal giudice costituzionale, l'interesse del lavoratore al conseguimento della pensione e l'interesse, anch'esso

costituzionalmente rilevante, all'occupazione giovanile, il quale può esser sacrificato solo ove la prosecuzione del rapporto di lavoro sia finalizzata al

conseguimento della pensione.

SENTENZA S.C. di cassazione Lavoro Sent. 2279/2013
I0Q3_8460890_201322790SL.pdf
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